- Rocchetta di Guiglia -
Il primo documento che attesta l’esistenza del borgo di Rocchetta risale all’anno 890, quando l’Abate di Nonantola diede in affitto un vigneto posto in questa località.
In un’altra testimonianza, datata 1197, si legge che da Rocchetta furono inviati Petrus Cochus, Domenico et Iohannes de Trebanello insieme con alcuni uomini di Pieve di Trebbio, per prestare giuramento di fedeltà al Comune di Modena.
Attorno all’anno 1405 Rocchetta fu inclusa nelle investiture che il Marchese Nicolò III fece alla famiglia di Pio da Carpi che la ascrisse alla giurisdizione di Guiglia, cosicché ne divenne frazione condividendone le vicende.
Verso la metà del XVI secolo, i paesi della montagna modenese, confinanti col territorio bolognese, furono travagliati da scorribande di briganti e bande armate al soldo dei Menzani e dei Bontadini ed anche questo piccolo borgo ne fece le spese riportandone ingenti danni.
Il primo gennaio 1533 Nicolò Galliani, Podestà di Guiglia riferiva ai suoi superiori quanto segue: Podetto coi suoi hanno questa mattina saccheggiato tutto il territorio della Rocchetta qui vicino mezzo miglio, non vi hanno lasciato una bestia né roba di sorta alcuna.
Il bottino passa la somma di 3.000 scudi d’oro.
A far questo bottino vi sono intervenuti tutti gli uomini di Montetortore, di Montealbano, di Semelano, e in parte da Montequestiolo, quelli di Montetortore avevano uomini di oltre sessant’anni che vi partecipavano, sono intervenuti anche i Bontadini del contado di Bologna e certi banditi di Guiglia e di Samone. A questa razzia sono intervenuti anche cento fanti pagati e condotti dai figlioli del Conte Bresanino da Montese.
Così il Podestà del tempo.
Benché il borgo sia sempre stato piccolo, le chiese parrocchiali esistite a Rocchetta furono addirittura quattro.
La prima pare fosse situata sul Monte della Campanina vicino all’odierna Cà Nova, ma sia delle origini che della fondazione e conseguente eventuale distruzione, non vi è alcun documento.
La memoria locale mista a leggenda racconta che una frana la travolse distruggendola interamente, lasciando però miracolosamente intatta la campana …. e questa, come solitamente avviene, all’imbrunire suonasse, spaventando i malcapitati viandanti notturni.
La seconda chiesa fu fondata su di una rupe in un luogo chiamato ai giorni nostri Monteacuto, dove le case della borgata, in origine, formavano un castello denominato anticamente Arcuetta o Arcota; si pensa che il nome Rocchetta derivi proprio da questo luogo, dal latino ar/arcis in italiano rocca, con il conseguente diminutivo in Arcuetta o migliore Rocchetta.
Quella di “Arcuetta” era una piccola chiesa, con un solo altare capace di accogliere pochissimi fedeli, e pare (non esistono riscontri) esistesse “quando ancora si parlava il latino”. Come per la precedente non si sa nulla di più, e non si è a conoscenza dell’esatta ubicazione.
Il campanile-torre, demolito nel 1768, e una croce di legno esistita fino ad anni fa, testimoniano che su quel monte, in passato, qualcosa di religioso è esistito.
La terza chiesa, eretta su di un’irta collina, era denominata (fin dagli albori) Chiesavecchia, ampliata in un secondo tempo (1495) con un nuovo altare, conteneva cento persone e misurava dieci metri di lunghezza e quattro di larghezza, fu attiva sino al 1640 anno in cui sorse la nuova chiesa.
Negli anni successivi all’abbandono i sassi più belli, insieme alle tegole, furono utilizzati per la costruzione della Casa Municipale di Guiglia.
All’inizio del 1900, in una relazione al Vescovo di Modena, Don Lolli riferiva che ancora si vedevano affiorare dalla terra le fondamenta della vecchia chiesa e sino al 1970 era possibile ritrovare ossa umane, teschi e denti in ottimo stato di conservazione provenienti dell’adiacente cimitero.
L’ubicazione della suddetta chiesa distante dalla canonica (dove è tuttora) circa cinquecento metri, non era certamente funzionale ed al Parroco non era facile la sorveglianza, ma soprattutto nella stagione invernale quel tragitto diventava particolarmente scomodo, oltretutto, la costante crescita della popolazione la rendeva insufficiente quindi la comunità decise di erigerne una nuova più ampia e funzionale, accanto all’abitazione del Parroco.
Fu acquistata “una pezza di terra” adiacente alla canonica e inoltrata la richiesta al Vescovo di Modena Don Alessandro Rangoni, si realizzò così la quarta chiesa.
Era l’anno 1630 quando fu posta la prima pietra.
I lavori andarono a rilento a causa di discordie tra la popolazione e per alcuni anni furono addirittura interrotti, quindi, tornata la pace, la chiesa vide la luce nel 1640!
Furono spese per l’edificio e gli arredi 15.000 lire del tempo.
Ovviamente la popolazione era fiera della nuova chiesa, ne ammirava la bellezza e la maestosità, ma il 5 luglio 1643 arrivarono nel territorio le truppe dell’esercito di Papa Urbano VIII del casato dei Barberini al comando del generale Mattei di Roma che saccheggiarono il paese appiccando il fuoco a molte case, rubando tutto ciò che era possibile e distruggendo il resto.
Non diversa sorte tocco alla chiesa che fu spogliata di ogni suo bene, come pure la canonica, mentre il campanile fu dato alle fiamme; il parroco, Don Pietro Ferrari, dal dolore e dallo sgomento, da lì a poco, morì di crepacuore.
Dopo questi accadimenti il paese si avviò verso un periodo di tranquilla prosperità giungendo alle soglie del 1910 con un’estesa popolazione che contava addirittura 5OO abitanti che, alla fine della seconda guerra mondiale, a causa dell’immigrazione, calò drasticamente per giungere ai giorni nostri dove se ne contano all’incirca appena ottanta, con un’età media attorno ai sessantacinque anni.
Arrivando a Rocchetta, sul piazzale della chiesa, tutti noteranno che manca l’ingresso principale, infatti, le porticine poste ai lati della facciata, sono entrambe accessi alla sagrestia, occorre percorrere il lato della chiesa stessa per scoprirne l’entrata, di fronte alla quale si apre il piccolo cimitero, realizzato nel 1837 nello spazio rimasto disponibile nella “pezza di terra” acquistata a suo tempo per la costruzione della chiesa.
Elenco dei Parroci di Rocchetta dal 1566 ad oggi
Don Giovanni Battista Giminelli 1566 - 1606
Don Ortensio Buoni 1606 - 1620
Don Giovanni Matteo Bisbini 1622 - 1624
Don Pietro Ferrari 1625 - 1643
Don Giovanni Matteo Nanini Natali da Montiglione 1645 - 1655
Don Geminiano Bisbini 1656 - 1678
Don Domenico m. Barbieri 1679 - 1692
Don Giuseppe Monzoni 1692 - 1715
Don Giovanni Antonio Baldini 1716 - 1738
Don Nicolò Pradelli 1738 - 1769
Don Francesco Barbieri 1769 - 1801
Don Giuseppe Rinaldi 1804 - 1826
Don Pietro Lamberti 1828 - 1868
Don Antonio Decaroli 1871 - 1889
Don Claudio Lolli 1889 - 1937
Don Romeo Spattini 1938 - 1943
Don Alberto Ghiddi 1943 - 1963
Don Ivo Ghidoni 1963 - 2001
Don Ermanno Volta 2001 -